Com’è cambiata la musica in questo decennio di rivoluzione digitale?

Il decennio del cambiamento e l’evoluzione delle nuove tecnologie

Il nuovo decennio appena iniziato ha offerto uno spunto utile per molte riflessioni relative ad aspetti socio culturali che cambiano e si evolvono, in linea con l’evolversi delle nuove tecnologie. Uno dei cambiamenti più rapidi ha riguardato la musica.

Una vera e propria rivoluzione, che passa dai generi musicali fino alle abitudini di fruizione e che ha scritto nuove regole a cui tutti gli attori coinvolti hanno dovuto adattarsi. 

Una musica sempre più liquida

Un report del F.I.M.I. sancisce di fatto, il passaggio da un’era all’altra della fruizione musicale: il consumo di musica tramite supporto fisico è calato drasticamente mentre quello dello streaming online è passato  al 63% attuale.

L’imposizione netta dello streaming ha portato ad una fruizione musicale molto più dinamica, veloce e profondamente legata ai social. 

La musica è condivisione

I social, come per molti altri settori, hanno assunto un ruolo di estrema importanza all’interno del mercato musicale: i nuovi artisti comunicano direttamente con i loro fan e producono costantemente contenuti virali per tenere alta l’attenzione delle community.

Queste dinamiche hanno condizionato in maniera sempre maggiore l’intera gestione della pianificazione di un album o di un tour, dimezzando i tempi di gestione e promozione di un’uscita. 

Download? No, grazie

Il mercato musicale fa, quindi, ormai affidamento sullo streaming: quasi l’80% del fatturato relativo al mercato americano è arrivato da lì, supportato più dai supporti fisici (10%) che dal download digitale (8%). Sembra proprio quest’ultimo il settore più di tutti sul viale del tramonto, sostituito da soluzioni più pratiche e meno dispendiose per gli utenti.

Nuovi ascoltatori crescono

Con il passare degli anni, durante questo decennio sono cambiati anche gli ascoltatori: dopo una fase in cui l’intero mercato musicale sembrava essere finito in una crisi dovuta al disinteressamento dei più giovani, con i millenial prima e con la generazione Z poi, la musica ha vissuto una rinascita e un riavvicinamento dovuto proprio alla facilità con cui gli utenti. 

Il profilo del nuovo ascoltatore medio

I cambiamenti profondi rispetto alle abitudini di fruizione e di ascolto non hanno, però, modificato un dato fondamentale: la musica continua ad accompagnare le nostre giornate e ad orientare il nostro mood. Il tempo medio trascorso in una settimana ad ascoltare musica è stimato intorno alle 17 ore. 

A grande sorpresa, la musica si ascolta ancora in radio in percentuale addirittura maggiore dello streaming audio e video: il dato è strettamente legato al fatto che, tendenzialmente, ascoltiamo la musica in macchina muovendoci da un posto all’altro.

I ragazzi fino ai 24 anni ascoltano musica soprattutto tramite smartphone, usufruendo della musica in streaming, anche se sono in grande aumento gli abbonamenti ai servizi di streaming paid.